I PAZIENTI

Poliabortivitá

Quando parliamo d’ aborto ci riferiamo all’interruzione della gravidanza prima delle 20-22 settimane di gravidanza o prima che il feto arrivi ai 500 g di peso.

La maggioranza degli aborti avvengono nelle prime 12 settimane di gravidanza e alcuni di questi possono essere, addirittura confusi con la menstruazione.

Il fatto di aver avuto un aborto non condiziona, in absoluto, le possibilità di poter avere altre gravidanze.
Una percentuale del 90% delle donne rimarrà incinta nuovamente e non abortirà, sempre tenendo presente che ci sarà una percentuale molto bassa di donne nelle quali si potrebbe ripetere l’interruzione della gravidanza.
Se si ripetono più di 2 aborti di seguito o alterni tra gravidanze evolutive possiamo diagnosticare una poliabortività.

Le cause che possono provocare i diversi aborti le possiamo trovare tanto nella donna come nell’uomo.

Nelle cause femminili troviamo:

  • Cause genetiche: Nella specie umana capitano con frequenza alterazioni embrionarie in maniera aleatoria. La maggioranza di questi aborti spontanei all’inizio della gravidanza sono dovuti alla presenza d’ alterazioni cromosomiche. Tuttavia, i fattori genetici si danno con minore frequenza nella poliabortività. Osserviamo anomalie cromosomiche nella coppia soltanto in un 6% dei casi, essendo tra i più frequenti: traslocazioni equilibrate, inversione e aneuploidie sessuali.
  • Cause anatomiche: Le malformazioni uterine possono provocare aborti nelle fasi più avanzate della gravidanza o portare a parti prematuri. Queste malformazioni possono corrispondere alla forma dell’utero, all’assenza o atrofia di una metà dell’utero, alla duplicità dell’utero o per la presenza di una parete o setto interno.
  • Cause endocrine: La diabete o l’ipotiroidismo possono essere causa d’ aborto in donne non controllate medicamente o molto scompensate. La gravidanza si mantiene durante le prime settimane grazie alla secrezione degli ormoni dell’ ovaio. Concretamente è il corpo luteo quello che produce la maggior parte degli ormoni che ha bisogna la gravidanza per andare avanti, essendo la progesterona quella più importante. Se in una prima gravidanza si osservano queste carenze, possono essere facilmente risolte in una seconda gravidanza, riuscendo a portarla a termine. In donne diagnosticate d’ ovaio policistico s’ osserva un alto numero d’ aborti a causa dei trastorni ormonali, specialmente in relazione con l’eccesso dell’ormone LH nella prima fase del ciclo menstruale.
  • Cause infettive: Molte infezioni sono state riscontrate come potenziali cause d’ aborto. Per fortuna, pochissime di queste infezioni rimangono a lungo nel corpo per produrre aborti di ripetizione. Soltanto la sifilide o Lues possono essere identificate con la poliabortività.
  • Cause inmunologiche: alcuni degli aborti diagnosticati come causa sconosciuta, potrebbero doversi a cause di tipo immunologico. Negl’ ultimi anni è stata evidenziata l’importanza del cosidetto sindrome antifosfolipido come causa d’ aborti di ripetizione. Esistono in questa patologia degli anticorpi che circolano nel sangue materno che vanno uniti alla morte embrionaria e alle malattie nelle quali il sistema di emostasia sanguinea è alterato (trombosi, trombocitopenia,ecc). Si calcola che un 10% degli aborti di ripetizione sono dovuti a questa malattia.

Nelle cause maschili troviamo

Le cause maschili di poliabortività sono principalmente alterazioni cromosomiche presenti negli spermatozoi. La diagnosi delle alterazioni cromosomiche negli spermatozoi si realizza attraverso due esami:


  • Il cariotipo: La rappresentazione ordinata del corredo cromosomico di un individuo, si realizza attraverso un semplice prelievo di sangue.
  • La FISH, studio sulle percentuali in un campione di seme degli spermatozoi che presentano alterazioni cromosomiche.

In alcuni casi può essere necessaria la biopsia testicolare.
Quando ci troviamo una causa cromosomica non esistono trattamenti per poter risolvere la situazione, esistono comunque alternative nel percorso della tecnica di riproduzione assistita.
Quando ad un uomo viene diagnosticata un’ alterazione nel cariotipo o nella FISH è possibile realizzare posteriormente sugli embrioni prodotti con il seme la diagnosi preimpianto (DGP) scartando in questo modo gli embrioni non validi e trasferendo quelli sani.
In questi casi l’alternativa è la banca di seme.