I PAZIENTI

HIV

Nel caso delle coppie con uno dei partner sieropositivo, dovranno sottoporsi ad una tecnica di riproduzione assistita che eviti il contagio alla coppia non affetta dal virus. Sono casi nei quali non si può parlare di problemi di sterilità o infertilità. Il virus dell’ AIDS(HIV) si trasmette attraverso lo sperma, il sangue ed il latte materno.

L’ uomo Sieropositivo
Per ottenere una gravidanza senza rischio di contagio, si dovrà eseguire il lavaggio dello sperma, per eliminare quelle parti che trasmettono il virus, uttilizzando solo il frammento fertile degli spermatozoi mobili per così portare avanti la tecnica di riproduzione assistita, che sarà o l’ Inseminazione Intrauterina (link) oppure la Fecondazione in Vitro (link).

Come viene fatto il lavaggio dello sperma?

La via di contagio uomo-donna avviene attraverso la separazione dei componenti del seme.

Lo sperma, in pratica, è formato da tre componenti:

  • plasma seminale
  • cellule (linfociti T4, macrofagi)
  • spermatozoi.

Il virus dell’ AIDS si trova nel plasma seminale e nelle cellule.

Il frammento di seme ottenuto dopo il lavaggio si congela, e una parte si analizza attraverso la tecnica del PCR per assicurare l’assenza del virus dell’ HIV.

Nel 98% dei casi il virus sparisce dopo il lavaggio.
Gli spermatozoi congelati e liberi dall’ HIV si scongelano per essere posteriormenti uttilizzati.

La donna sieropositiva
La tecnica si realizza senza contatto fisico con l’uomo e prendendo le misure di protezione adeguate dai professionali del centro medico.

I requisiti che si richiedono perchè una donna sieropositiva possa sottoporsi ad una tecnica di riproduzione assistita sono:

  • Controllo medico specializzato del suo stato di salute
  • Avere una carica virale inosservabile o bassa.
  • Linfociti CD4 positivo superiore a 300.
  • Dovrà eseguire la terapia antiretrovirale durante la gravidanza (sotto controllo dello specialista in malattie infettive).

Il parto, nel caso di donne sieropositive, si raccomanda che si produca mediante cesarea, dato che è provato scientificamente che il rischio di trasmissione tra la madre e il figlio diminuisce.
Una donna sieropositiva non potrà allattare il figlio, il latte materno è una delle vie di contagio del virus dell’ HIV.

Il giorno della prima visita, si richiederanno gli esami ulteriori a quelli abitualmente richiesti in una prima visita (link).

  • Si richiedeno esami nei quali si determini la “carica virale” così come lo studio linfocitario.
  • Sarà utile conoscere il tipo di terapia antivirica che si sta realizzando.